Apicoltura2016-12-19T10:18:21+00:00

Apicoltura

L’apicoltura è arrivata in azienda nel 1997: faceva parte di un progetto che comprendeva la coltivazione delle erbe officinali e aromatiche, di piccoli frutti, fruttiferi antichi e l’indotto che ne sarebbe conseguito, e questo, naturalmente, aveva a che fare con un’idea del come vivere.

Da subito le api si sono presentate come un mondo da cui imparare, nel senso che avevano loro da insegnare a noi, e questo ha portato il concetto del rispetto.

Tutto ciò che segue, cioè il come condurle, o il lasciarsi condurre, le tecniche, i prodotti usati, il come le si invita ad essere, l’apicoltura in sé, dipende dal rispetto.

Detto questo, attualmente ci siamo stabilizzati su una modica quantità di alveari, che fluttua fra i venti e i trenta; siamo arrivati ad avere più di settanta casette operative ed è stata un’esperienza bellissima, ma a quelle quantità di lavoro e di produzione scatta necessariamente qualcosa che porta a trascurare aspetti dell’apicoltura irrinunciabili, quali il dialogo con l’apiario e l’ascolto, il lasciar fluire la natura per come va, cercando di capire quale è la danza dell’anno, il limitare gli interventi a quel che possiamo fare noi, senza estenderli a quel che dovrebbero fare le api: queste, ed altre, sono le modalità che distinguono un modo di fare apicoltura da un altro, e non tanto il fatto che il miele sia biologico o meno.

Pensiamo che non ci sia un modo biologico di sfruttare il lavoro altrui, umano o animale, e orientiamo valori ed azioni in questo senso.

 

Distilliamo erbe officinali, che crescono attorno a casa, e con gli oli essenziali ricavati diamo una mano alle api ad affrontare il mondo che trovano fuori: l’inquinamento, i diserbanti, la folle corsa al produrre, con la conseguente selezione genetica di regine sempre più specializzate per soddisfare esigenze totalmente dell’uomo, quali la docilità, la velocità di deposizione e via dicendo, e quindi sostanzialmente non adattate al territorio ed al suo clima, sono tutte cause di un indebolimento generale, diffuso.

Qui cerchiamo di creare un luogo più protetto, in cui si raccoglie solo il miele che danno, non le si forza con il nomadismo, né con gli stimolanti tanto di moda, né con pratiche che non abbiano come scopo il bene della famiglia.

Le nostre api abitano dietro casa, a pochi metri, e in questi giorni di caldo alla fine dell’inverno lasciano, liberandosi nei voli, piccole macchie gialle sulla mia macchina: sono un poco più in alto, qualche metro sopra casa, e quando sciamano è molto difficile recuperare lo sciame, per via degli alberi alti intorno, e questo danneggia naturalmente la gestione economica, ma se le api scegliessero la loro dimora, non sarebbe in un prato, ma su di un rialzo, non a terra, ma in alto, magari dentro un albero, in alto su di una roccia; non sceglierebbero un luogo umido, dove la nebbia del mattino indugia, ma un posto arioso, esposto a sud.

Così abbiamo scelto la nostra scomodità in cambio di un luogo che potessero sentire il più possibile vicino ad una loro scelta, e così ragionando, anche per tutti gli altri aspetti che l’apicoltura concerne, abbiamo agito.

Ci ripagano, generose come lo è la natura, e come quest’ultima soggette a sbalzi, a improvvisi collassi e altrettanto inaspettate esplosioni di vita.

In questo cerchiamo di inserirci, senza tentare di far entrare le api in uno schema nostro.

Raccogliamo la propoli in eccesso, quella che risulta dall’uso di melari e casette, e non ne stimoliamo la produzione con reti o griglie apposite; scegliamo di non produrre pappa reale perchè significa l’uccisione di centinaia di regine per pochi grammi di sostanza; cerchiamo di produrre regine utilizzando solo le famiglie che se lo possono permettere, o che già lo farebbero; non compriamo più regine studiate e selezionate per la produzione.   Sono piccoli passi che significano molto: ad esempio iniziare a fare da soli quello che vorremmo che il mondo facesse, e, per quanto riguarda l’apicoltura, vorremmo che questo mondo fosse ben diverso da quel che è, e stiamo cercando di vedere quanto sia possibile avvicinarsi a quest’immagine.

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