I quattro nemici del Guerriero – I° parte

Buongiorno.

Nella tradizione nativa, fino all’arrivo dell’Uomo Bianco e delle tradizioni che avrebbe portato con sè, il Nemico non è mai stato obiettivo di uccisione: il senso dell’avere un nemico era che quest’ultimo sarebbe diventato occasione per mostrare il proprio valore; non era necessario uccidere, anzi, l’uccisione, soprattutto a distanza, come ad esempio con una freccia, era considerata, se non necessaria, una sorta di disonore.

L’atto che avrebbe portato grande onore al guerriero era quello di Toccare il Nemico.

L’uccisione era sempre rituale, altrimenti sarebbe stato assassinio, ma d’altra parte ciò riguardava ogni cosa, Piante, Animali, Esseri Umani ed ogni manifestazione della Natura: anche qui, il concetto del Fare esperienza ritorna com fondamentale per la Crescita.

Il Nemico portava con sè i concetti del rendere onore, del proteggere, dell’osare, del toccare, del fare esperienza: non era associato all’idea di distruggere o di eliminare.

Il Nemico era certamente un’occasione, ed il rispetto era connaturato alla sfida: il più grande atto di coraggio consisteva nell’introdursi nottetempo e disarmato, nell’accampamento nemico, entrare nel tepee di un capo, e svegliarlo: il guerriero stava dimostrando il proprio coraggio ed avrebbe certo potuto tornare al proprio accampamento, indenne e rispettato per ciò che aveva mostrato.

Il proprio valore non passa attraverso la distruzione dell’altro.

Così, quando si parla di ‘nemico’, si ha in mente più l’idea dell’andare incontro, se così si sceglie, che quella dello scontrarsi.

Naturalmente ciò non toglie che dal nemico sia necessario proteggersi.

La favola che qui riporto ha quindi più a che fare con una serie di passaggi obbligati, dato che un Percorso è stato scelto: Coyote fa una scelta, e questo lo porterà a confrontarsi con aspetti di sè che altrimenti non potrebbero scoprire.

Il Nemico è dentro, ed il Ricordare se stessi giocherà un ruolo fondamentale: tuttavia incontrare il Nemico Interiore porterà una sorpresa.

Ho scritto questa favola anni fa, e già pubblicata in “Topo che Salta”; lo spunto è stato preso dai Quattro Nemici che la narrazione nativa pone sulla Via del Guerriero: ho solo inventato un contenitore che avesse protagonista Coyote.

Buona lettura.

I QUATTRO NEMICI DEL GUERRIERO. Prima parte.

Tanto tempo fa, quando ancora il Mondo, così come è oggi, non era stato creato, Coyote decise di salire dal caldo e comodo luogo dove tutti gli Animali soggiornavano perchè aveva avvertito dentro di sè la necessità di cambiare.

Andò quindi da Procione, che era il Guardiano della Soglia, e disse: “Fratello, desidero andare. I miei occhi vogliono vedere cose nuove e sento che il mio cuore si stanca a battere sempre allo stesso ritmo.

Puoi dirmi qualcosa di lassù dove sono diretto?”

“Era ora che ti mettessi in cammino” rispose Procione, e aggiunse: “Sappi questo: il tuo cammino sarà lungo tanto quanto tu vorrai che sia; esso inizierà qua fuori, appena ti avrò lasciato passare, ma solo dopo che sarai incappato nello Spazio Sacro di Iktomi, e a lui dovrai chiedere quali saranno gli ostacoli sul tuo procedere.”

Coyote pensò che la prima non fosse una grande notizia, ringraziò per la seconda informazione e uscì da sottoterra, ma non vide Iktomi.

Girò attorno alla piccola collina nel deserto che ospitava la Soglia del Mondo Inferiore ma non vide nulla.

Sorpreso, si mise a scrutare tutto attorno, fino all’orizzonte, ma nulla attirava il suo sguardo. Esplorò le rocce attorno alla collina, girò più volte attorno ad ogni cosa e si chiese come mai non ci fosse nessuno.

Intanto stava scendendo la notte, e Coyote decise di rientrare, ma la Soglia era chiusa, e a nulla valse chiamare e bussare: era solo.

Spaventato dalla situazione nella quale lui stesso si era messo, si accucciò meglio che poteva davanti alla soglia ad aspettare il giorno.

Si addormentò, ed in sogno gli apparve Iktomi.

“Sei qui, dunque, disse Coyote, dove ti eri nascosto?”

“Non ero nacosto: io vivo nelle pieghe del Tempo. Ti aspettavo e mi chiedevo quando saresti arrivato”.

“Fratello, disse Coyote, tu che sei il Custode dei Sogni, parlami del mio. Procione mi ha detto che tu sai qualcosa che riguarda il mio cammino”.

“Troverai quattro nemici sul tuo percorso, e per ognuno di essi dovrai trovare la Medicina.

Dovrai affrontarli uno per volta, e solo quando avrai reso inoffensivo il primo potrai affrontare il secondo, e così via.

Ma ricorda: senza la Medicina adatta nessuno di loro può essere sconfitto, nèreso inoffensivo, neppure per breve tempo; la cosa difficile è trovare la Medicina adatta: una volta vista, tutto diventa semplice, altrimenti ogni sforzo, per quanto notevole, sarà inutile”.

“E dove li troverò, questi nemici? E quando?” chiese Coyote.

“Possono essere ovunque, ed il Primo già si è lasciato intravvedere ieri: è la Paura” rispose Iktomi.

“Ma io non ho paura” disse Coyote, sfrontato.

“L’avrai, e ti converrà, se vuoi proseguire il tuo viaggio. E quando avrai trovato la Medicina per la Paura, si presenterà il Secondo Avversario: la Chiarezza.

Essa difficilmente si rivelerà come avversario, perchè ha sempre l’aspetto di un Alleato, e spesso desiderabile”.

“Certo, disse Coyote, chi non vorrebbe avere chiarezza?”

Ma Iktomi non diede segno di aver udito e riprese: “Il Terzo Nemico è il Potere. Spesso ci vuole molto tempo per ottenerne anche solo un poco, ed ancora più tempo per capire che diventerà un formidabile avversario.

Infine, quando avrai sconfitto, o ridimensionato questi tre avversari, si presenterà l’ultimo, il più terribile…”

Il Sogno di Coyote era diventato confuso e sfocato: “Iktomi, non svanire, ti prego! Qual è l’ultimo avversario? E dove trovo le Medicine?”

Ma i sogni svaniscono, hanno la consistenza delle ragnatele, che a prenderle si dissolvono.

Coyote si svegliò…

…e qui interrompiamo la favola.

La prossima volta spenderemo qualche parola ancora sulla Ruota di Medicina.

Grazie per il vostro tempo.

Che Bellezza sia sempre intorno.

Adriano.

By |2022-02-25T17:08:10+00:00febbraio 25th, 2022|Favole attorno al fuoco|0 Comments

About the Author:

Leave A Comment