KAMBO – SAPO2019-08-20T13:28:02+00:00

Kambo – Sapo

La Rana, Custode dell’Acqua e della Magia, Guardiana dei Due Mondi, Insegnante della capacità di trasformarsi.

 

Il KAMBO, che più propriamente andrebbe definito SAPO, ed il Rapè sono due sostanze, la prima di origine animale e la seconda vegetale, usate dai nativi della foresta Amazzonica principalmente con lo scopo di aumentare le capacità di cacciare e di ampliare la visione, la focalizzazione, la resistenza e la forza fisica.

 

Il Sapo viene preparato, in modo tradizionale dagli indigeni Matsès, cercando una particolare rana della foresta (Phyllomedusa Bicolor) e raccogliendo, ottenendola con la solleticazione di un dito del piede, la secrezione della pelle, che viene poi posta su stecche di bambù ad essiccare.

 

Per la cerimonia, si effettua una piccola bruciatura con un bastoncino di tamishi, sorta di vite selvatica, su uno o più punti, generalmente sul braccio del ricevente, e applicando poi il Sapo, precedentemente fatto rinvenire con un poco di saliva di chi serve la medicina, sulla pelle esposta.
Il Sapo viene usato da sempre, dalle popolazioni amazzoniche, come stimolatore delle difese immunitarie, medicina magica e, ultimamente, come unico vaccino contro le malattie portate dai bianchi, per le quali gli indigeni, specialmente i bambini, non hanno difese.

 

La Phyllomedusa Bicolor si serve delle proprie secrezioni come difesa immunitaria contro agenti patogeni e come deterrente per i predatori, specialmente serpenti: presa dal rettile secerne una sorta di sudore che ne paralizza momentaneamente la muscolatura della bocca.
Questa sostanza è stato studiata principalmente dal neuroscienziato Vittorio Erspamer, ricercatore dell’Università La Sapienza, di Roma, negli anni ’90, grazie all’intermediazione di Peter Gorman, primo occidentale a documentarne l’uso fra gli indigeni Matsès e a fornire alla scienza un’esemplare di rana.
Il Sapo contiene, fra le decine di peptidi attivi di cui è composto, sette peptidi bioattivi, cioè in grado di stabilire un legame con i recettori umani; questo significa che essi penetrano nei recettori senza danneggiarli: quando questi ultimi sono saturi, naturalmente si chiudono, cosa che non avviene, ad esempio, con l‘eroina o con le sostanze di sintesi, che, per dir così, forzano i recettori danneggiandoli, impedendone la chiusura e innescando quindi la dipendenza dalla sostanza stessa.
Le sostanze contenute nel Sapo hanno un potente effetto sulla muscolatura liscia di stomaco e intestino, sulle ghiandole salivari, sui dotti lacrimali; provocano un prolungato calo della pressione sanguigna, accompagnato da un aumento della potenza del battito o da tachicardia, dalla stimolazione della corteccia surrenale da parte della ghiandola pituitaria, tramite il rilascio di corticotropina; possiedono una forte azione vasodilatatrice e analgesica, antiinfiammatoria e regolatrice della pressione sanguigna.
Due di questi peptidi, la deltorfina e la dermorfina, sono oppioidi, notevolmente più forti della morfina ma, data la loro affinità con le beta-endorfine prodotte dal corpo umano, molto meno problematici e molto più tollerabili.
Nessuna di queste sostanze provoca invece dipendenza, nè stati allucinatori o di visioni oniriche: non sono psicotrope.

 

La medicina gemella del Sapo è una polvere da fiuto che i Matsès chiamano Nu-nu, e che nel resto dell’Amazzonia viene chiamato Rapè.
Il Nu-nu è composto dalla corteccia interna dell’albero del cacao e dalle foglie di nicotiana rustica, il tabacco selvatico della foresta, entrambe tostate e polverizzate, con un lungo procedimento, da due abili cacciatori, ognuno dei quali infonde un poco del proprio spirito in ciò che sta facendo.
La polvere che ne risulta viene posta all’estremità di una canna sottile e quindi soffiata nelle narici del ricevente.
L’uso tradizionale del Nu-nu è molteplice: spesso come coadiuvante del Sapo, con l’intento di affinare la visione, ma anche a scopo ricreativo; guardando gli ingredienti del composto, tabacco e cacao, troviamo antiossidanti, magnesio, potassio e ferro; inoltre caffeina e teobromina, che agiscono sul sistema nervoso centrale, l’anandamide, che attiva nel cervello il cosiddetto ‘recettore della felicità‘ e la dopamina, un neurotrasmettitore che migliora umore e movimento, e aumenta il senso del piacere; infine, naturalmente, la nicotina, che influisce sul sistema nervoso centrale sia come stimolante che come tranquillizzante.

 

Siamo andati, per quanto sia possibile farlo, all’origine della diffusione di queste medicine tradizionali, e quindi, dopo alcuni viaggi in Amazzonia, siamo andati in Texas, da Peter Gorman, che le usa e le somministra da più di trent’anni, e siamo rimasti il tempo che lui ha giudicato necessario perchè ne imparassimo l’uso per noi stessi, il modo di somministarle agli altri, ma soprattutto lo spirito giusto nel farlo e la magìa che portano con sè, e infine quanto a lui è stato passato dagli stessi Matsès: abbiamo sentito e respirato lo Spirito della Rana, il come lavora e soprattutto il rispetto con il quale deve essere approcciata.

 

 

 

É un lavoro di pulizia: vengono messe in movimento molte tossine, non necessariamente solo fisiche, e al contempo vengono favoriti e accelerati i processi di eliminazione; il Sapo va dove in quel momento c’è il bisogno, e, più volte entra, più in profondità agisce.
È un lavoro di guarigione: stimola le risorse del corpo, aiuta la focalizzazione, apre la visione; quasi sempre una situazione di disarmonia offusca l‘immagine di sè, fa perdere di vista se stessi ed il contesto nel quale si sta vivendo, i motivi reali dell’essere.
È un lavoro di contatto: il Sapo ha un suo modo di toccarci, di entrare, di collaborare con le parti sane del corpo, ed è una sorta di magia impararne il linguaggio.
È una Medicina forte, come tutto ciò che proviene dalla foresta amazzonica, e insieme è qualcosa di antico, che si rivolge a interiorità spesso dimenticate.

 

Siamo in grado di servire, secondo la modalità tradizionale, il Sapo ed il Nu-nu, raccolti e preparati da indigeni Matsès con i quali Gorman lavora da decenni: suoi allievi diretti, abbiamo l’intento di conservare lo spirito con il quale ha sempre portato avanti il suo lavoro di condivisione delle Medicine della Foresta, la sua passione per esse, il suo amore per la Giungla Amazzonica.

 

Proponiamo conferenze informative, singoli incontri individuali, o con piccoli gruppi, per servire il Sapo ed il Nu-nu, e anche week-end, o periodi più lunghi, di lavoro con essi.

 

Adriano Parmigiani, 65 anni.
Facilitatore di Kambo/Sapo e Nu-nu, diplomato alla International School of Sapo Pratictioners, Joshua, Texas.
Verso la fine deli anni ‘70 soggiorna diverso tempo in Oriente, pratica Aikido e Tai Chi, diviene terapista ed in seguito insegnante professionale di Shiatsu.
È stato fondatore e presidente di associazioni culturali a Milano, Brescia e Savona; membro del Direttivo della Federazione Italiana Shiatsu e cofondatore della associazione Professionale Operatori Shiatsu.
All’inizio dsegli anni ’90 inserisce la Floriterapia di E. Bach fra i propri strumenti e contemporaneamente inizia una frequentazione con Uomini e Donne di Medicina, nativi e non.
Nel 1996 pubblica ‘La Ruota die Fiori“, ovvero la Floriterapia vista attraverso la Ruota di Medicina dei Nativi NordAmericani.
Nel 2008 esce ‘La Ruota della Creatività‘, un percorso per recuperare il Sogno.
Nel 2014 dà alle stampe ‘Topo che Salta e altre favole‘ Viaggi e viaggiatori in cerca.
Nel 2017 esce ‘Rusty Jack‘, un percorso di iniziazione maschile sulla Via del Guerriero.
È conduttore di gruppi di Meditazione e Percorsi di Ricerca, che propone in varie forme; ama il Tamburo e frequenta il rituale della Sweat Lodge. Condivide la propria esperienza in conferenze e seminari, ove venga richiesto.
Vive con la sua famiglia nelle Langhe Liguri, dove alleva api e cavalli.
E-Mail: adriano.parmigiani@gmail.com.
www.lacasaheyoka.it

 

 

Bianca Luna Parmigiani, 22 anni.
Facilitatrice di Kambo/Sapo, diplomata alla International School of Sapo Pratictioners, Joshua, Texas.
Inizia a quattordici anni il suo percorso nelle arti Circensi: volteggio a cavallo, acrobatica aerea e giocoleria; continuando a frequentare workshop e stages di Circo e Acrobatica, si diploma come Operatrice di Circo Pedagogico, e frequenta la Scuola di Teatro Fisico di P. Radice, a Torino.
Dal 2011 insegna Arti Circensi e Volteggio in varie situazioni per l’infanzia, dal „2014 tiene corsi per bimbi e ragazzi, presso scuole pubbliche e associazioni private. Dal 2014 partecipa regolarmente a Convention di Circo e Workshop di livello internazionale. Dal 2016 inizia a praticare l’Arte di Strada come musicista e giocoliera acrobata, specializzandosi in Contact Ball e Contact Staff, performando in spettacoli di fuoco. Trasferita a Lisbona, lavora come musicista e fuocoliera, frequentando la Scuola di Circo Chapito; proseguirà, fino ad oggi, il percorso dell’Arte di Strada performando in tutta Europa.
Tatuatrice nomade, specializzata in hand-poke, gira per il mondo lasciando segni indelebili.
Nell’ottobre 2017, dopo una vita passata in una famiglia di terapisti, si reca in Ecuador per avvicinarsi alle Medicine Naturali della Foresta, dove inizia un percorso di Ayahuasca con don Carlos, sciamano kichwa.
E-mail : biancalunaparmigiani@gmail.com. Cell: 340 7060742.