LA LUNA

LA LUNA

Molto tempo fa c’era una donna di nome Iluku che viveva in una grande casa con tutta la sua famiglia – nonni, padri e madri, zii, cugini e fratelli. Una notte si rese conto che qualcuno gli si avvicinava e aveva relazioni con lei mentre dormiva. Questo accadde varie volte, però non scoprì mai l’identità del suo amante perchè tutte le mattine spariva come un ombra scappando per la porta. Un giorno all’improvviso la donna si rese conto di essere incinta.
Cominciò a pensare, “come posso capire chi è questo uomo che si accosta con me la notte?” allora decise di prendere un frutto che si chiama wituk ( seme che viene spolpato e cucinato per ottenere il succo, usato come pittura nera). Iluku prese il wituk, lo tagliò e lo collocò sopra una candela per fare una kuya di pittura.
Aspettò ansiosamente finchè arrivò la notte. Non poteva dormire aspettando l’arrivo del suo amante. Nel momento in cui cominciò ad avere sonno, arrivò l’uomo. Quando le si accostò, lei notò che il suo amante aveva bevuto molta huayusa perchè era bello sveglio: l’uomo cominciò ad accarezzarle tutto il corpo e ad alzarle la gonna per fare l’amore.
In quel momento la ragazza prese la kuya di pittura nera che aveva preparato al lato del letto e passò una mano sporca di pittura sulla faccia dell’uomo. Il suo amante si spaventò e se ne andò correndo fuori dalla porta. La donna pensò, “adesso saprò chi è quell’uomo! I vicini non entrano in casa e qui siamo tra soli familiari, quindi… chi potrebbe essere?”.
All’alba si alzò e servì huayusa a tutta la famiglia, quando si rese conto che suo fratello Killa non si era avvicinato al fuoco. Andò a cercarlo e vide che era ancora a letto a faccia in giù, allora la donna chiese a Killa, ” Perchè non vieni a bere guayusa?” il fratello non rispose e non si alzò nemmeno dal letto.
Iluku rimase confusa e pensò, “Sarà proprio mio fratello che si accosta a me tutte le notti?”. Fù ad avvisare la sposa di Killa, “Questa notte ho messo wituk sulla faccia dell’uomo che mi fece restare incinta e questa mattina quando servii guayusa a Killa, non si girò nemmeno.” La sposa di suo fratello rispose, ” Aspettiamo di servire la chicha per vedere se si lascia vedere la faccia, e sapere se davvero è lui.”
Al momento di bere la chicha, Killa arrivò dove c’era il fuoco. Quando sua moglie gli servì la kuya grande riuscirono a vedere che aveva la faccia macchiata di nero. Era lui.
Sua moglie piena di rabbia gli gridò, “Sei tu chi ha messo incinta tua sorella!” suo marito rimase zitto e non disse niente. Dopo un bel po’ di tempo, Killa disse a Iluku, ” ora me ne dovrò andare, scappa con me, alle cinque del pomeriggio suonerà tre volte la tromba degli angeli, quando la sentirai dovrai uscire per andarcene insieme.”
L’uomo preparò una shigra (borsa tessuta con fibra di chambira o palma) con le sue cose, e nel momento in cui sentì suonare la prima volta la tromba andò a cercare sua sorella. Al vedere che sua sorella aveva appena cominciato a prepararsi si preoccupò. Al secondo suono di tromba Iluku tentava di riempire la sua shigra quando le cadde il chumbi (cinturone colorato) che sosteneva la sua pilluna (gonna tradizionale). Killa gridò a sua sorella, ” Svelta! Dobbiamo andare!” però all’improvviso suonò per l’ultima volta la tromba degli angeli e arrivarono un sacco di arruz pishkuguna (piccolo uccello di colore bianco che mangia principalmente riso) che avvolsero l’uomo e cominciarono a sollevarlo sempre di più: poco a poco continuò a salire finchè sparì nel cielo.
Presto si fece notte e Iluku vide una sfera gigante che brillava nel cielo oscuro, nella quale si notava chiaramente una macchia nera nel mezzo. Si rese conto che era il suo fratello e amante, diventato una luce brillante per il mondo, e che noi conosciamo come luna (Killa in kichwa). È per questo che i nonni dicono che quando la luna brilla molto si può vedere una macchia nera sulla faccia di Killa dal momento in cui si rivelò come amante di sua sorella.
Accorgendosi che suo fratello non tornava, la sorella cominciò a piangere, “Iluku, Ilukuu…nuka kusalla, nuka kusalla!”(‘nuka kusalla’ significa ‘mio sposo’) E’ per questo che i nonni dicono che l’uccello che di notte canta,”Ilukuuu” è la mogllie della luna che rimase sulla terra.

By |2019-04-01T09:37:22+00:00aprile 1st, 2019|Guayusa Racconti|0 Comments

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