L’AYAHUASCA SECONDO ME -1- Magie della Natura

L’ayahuasca, si sa, è un decotto costituito dal tronco della liana definita, appunto, ayahuasca, e dalle foglie di un’altra pianta, la chakruna. Quest’ultima contiene DMT, che però, se ingerito, incontrerebbe, nello stomaco, l’enzima della momoammino ossidasi, detta MAO, che lo va a neutralizzare; tuttavia gli alcaloidi contenuti nella liana sono inibitori di questo enzima, e per di più potenziano gli effetti della molecola di DMT.
Questo significa che una pianta aiuta l’altra ad entrare nell’organismo per attivare un processo fisiologico che già possediamo e di cui produciamo l’attivatore, cioè appunto la DMT.

Ora, gli scienziati arrivano ad una conclusione, partendo da fatti che dicono che l’ayahuasca è stata rinvenuta in siti che datano millenni anche in zone in cui la pianta non è presente, tipo il deserto di Atacama; che non abbiamo dati per confutare nè avvallare il fatto che migliaia di anni fa l’uomo conoscesse questo specifico processo chimico di interazione fra due piante e dell’ulteriore interazione nell’unione fra esse e l’uomo; infine che è impossibile pensare ad un tramandare meccanico di conoscenza empirica, data la quantità impressionante di varietà botaniche presenti in Amazzonia, ebbene gli scienziati arrivano a dire che qui viene raggiunto un limite della scienza: questa si ferma, ed un ipotesi che alla stessa deduzione scientifica si presenta è che ad un certo punto ci sia stato un salto, un pensiero magico, che abbia permesso una conoscenza così specifica e mirata.

Da una parte del ventaglio c’è l’immagine di esseri alieni all’attuale essere umano, forse i Giganti di molte tradizioni, o gli Angeli di altre, alieni di altri mondi, o forse gli Spiriti Vegetali, il Primo Nato.
In ogni caso si tratterebbe di una intelligenza, in qualunque forma si possa essere presentata, che ha emanato un dono, forse un tramite per non perdere il contatto e tenere aperto un ponte.
Dall’altra il ventaglio si sfrangia in rivoli di ipotesi, come per esempio la fede o la casualità, che a volte fermano la spinta al conoscere.

I Nativi parlano di Spirito dell’Ayahuasca, e siccome questa entità viene chiaramente sperimentata nella toma, e soprattutto dato che, nel tempo, questo contatto diviene un rapporto, non hanno bisogno di astrazioni su chi o cosa sia, perchè la conoscenza deriva dalla frequentazione.
Ognuno poi potrà avere immagini diverse di una stessa entità, ma l’importante è il rapporto personale con il magico, che è al contempo esperienza comune e soggettiva.

Ora, io sono un esploratore, e sperimento.
Per farlo prendo un’ipotesi, una strada, la seguo, e sto attento a cosa mi dice, come risuona; certamente mi vengono dati opportunità e segnali da assaporare, che apriranno altre ipotesi, un’altra strada.
Troverò etichette, ammassi informi, buchi neri, ma anche scintille, sentimenti, rinascite, ed il mio proseguire dipenderà dall’impeccabilità.

By |2019-10-18T10:50:38+00:00ottobre 17th, 2019|L'Ayahuasca secondo me|0 Comments

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