L’AYAHUASCA SECONDO ME -2- Scontro fra due mondi

In questi giorni in Ecuador sta succedendo qualcosa di grosso.
Non me l’aspettavo: in questi viaggi avevo sempre avuto la percezione di un paese tranquillo e, per quanto possibile in zona petrolio, relativamente sicuro.
Quanto sta succedendo, e certo non è finita, mette in luce tre poli: il governo, con Lenin Moreno, l’opposizione, personificata dal latitante ex presidente Correa, e le popolazioni indigene.
Un comunicato di una delle associazioni di comunità dichiara un intento chiaro, quello di svincolarsi dai lacci del FMI, il Fondo Monetario Internazionale.
Per semplificare, dato quanto è successo negli ultimi venti anni, dietro Correa e Moreno ci sono Cina e Stati Uniti, con tutte le implicazioni che le grandi manipolazioni economiche si portano sempre dietro, e poi c’è un movimento di opinione indigeno, che cerca di mostrare quanto lo scenario sia ben più ampio di quanto sembri, e che la lotta non debba essere fratricida ma rivolta ai grandi poteri internazionali.
Sembra di assistere a quanto successo in Islanda, con la ribellione popolare al dominio FMI; tuttavia l’Ecuador ha petrolio, ed è al centro di una zona instabile, in questo momento, insieme a Venezuela e Perù.
E del sudamerica tutti conosciamo la storia.

In realtà, conoscendo un poco la realtà della foresta, appare anche un’altra contrapposizione, ancora più complessa e, per certi aspetti, devastante, e cioè il fronteggiarsi di due mondi.
Il primo, quello che tutti conosciamo perchè lo viviamo sulla pelle, è lo strapotere del soldo, zeppo di rumore, confusione, sofferenza, guerre, attività di ogni genere che costringono ad affrontare il quotidiano con difficoltà sempre crescenti, occultando così i grandi movimenti mondiali che si svolgono sempre al di sopra delle teste della gente.
Il secondo è il mondo in cui ci si interroga sul perchè siamo su questa terra, si apprezza il silenzio, si lavora su se stessi per lasciare un luogo migliore rispetto a quello che abbiamo trovato nascendo; un mondo che riconosce la piccolezza umana e allo stesso tempo l’indispensabile ruolo che abbiamo, in quanto esseri umani, nel cerchio della Creazione.
In foresta questo mondo è composto da persone umili eppure fiere di sè e dei propri Antenati, dalla consapevolezza di poter dialogare con l’Infinito, dal prendersi cura dell’ambiente, di Pacha Mama, che è davvero, per la stragrande maggioranza di loro, la Madre.

Ritorno con il pensiero a come mi sono sempre sentito al sicuro e accolto dalla Foresta Primaria, alle notti piene di rumori sconosciuti e di meraviglia, ai contatti con il Sacro e a come, in questo rumoroso silenzio, mi sia sempre stato possibile trovare un contatto con un me stesso che aveva bisogno di quel tipo di pulizia per ritrovare la propria, e da lì comprendere.

Vorrei infine condividere un ricordo:
Siamo nella foresta primaria, in un luogo che pare il Paese delle Meraviglie, dice Bianca, perchè ogni cosa è davvero più grande, più diversa.
Ci siamo accampati in riva ad una piccola laguna interna all’ansa di un torrente, profonda e attorniata da piante fitte e altissime, che sull’altra sponda sovrastano una sorta di scogliera, alta sull’acqua, con anfratti celati dalla vegetazione appesa.
È notte, un fuoco arde da ieri e Bianca dorme, accucciata vicino alle pietre calde.
Carlos è sdraiato su una panca, di fronte a me, e si riposa, nell’uscita dal suo viaggio.
Io sono nella fase della toma in cui si è lucidi come in una lente, ho buttato fuori tutto ciò che potevo ed ora guardo il mondo.
Una luminescenza inizia a diffondersi sulla laguna, che io vedo come un prato sui cui passa il vento e sul quale potrei, volendo, camminare.
Mi alzo e mi affaccio dal riparo, sopra al fiume che scorre, cioè sul prato che i miei occhi vedono, e in fondo ad esso, su di un albero una figura femminile appare, dondolandosi con una altalena.
Carlos me ne aveva parlato, ma non l’aveva descritta; colei è la mia personale Dama della Laguna, e sono certo che il mio sciamano ne abbia un’altra, magari con caratteristiche diverse, ma che è la stessa entità.
Perchè fa le stesse cose: si annuncia con un ‘sonido’, e arriva da sinistra; viene per dire, anche per dialogare.
Porta pace dentro, e chiarezza, semplicità: solleva veli.
Non mi importa darle un’identità, mi è sufficiente l’incontro.

A volte la penso, ed affiora una nostalgia sottile: mi sarebbe bastato il silenzio, ma ho sempre avuto di più.
La sensazione di quel momento in Laguna Sagrada affiora spesso in situazioni difficili, ad esempio quando il corpo esagera, o quando la mente cede.
Mai quando la cerco, anche se il farlo a volte mi avvicina al ricordo, la Dama appare quando non ci penso, quando qualcosa o qualcuno crea, con tutt’altre intenzioni, una situazione tale per cui si possa manifestare: sembra venga in aiuto, e così la vivo.
Porta sempre regali, a volte spettacoli di luce, che mostrano gli strati di cui sono fatto, o aspetti solo supposti, e a volte risposte lucide nella mente, intuizioni; sempre un senso di pace.

Questo è un piccolo contributo a quanto sta succedendo in foresta, e fra pochi giorni dovrei essere di nuovo lì, se la situazione non degenera e se i voli non vengono bloccati.

Coloro che vedono la Bellezza si muovono per conservarla, se non per farla crescere, nel momento in cui la riconoscono anche dentro di sè.
La Foresta Amazzonica è una delle manifestazioni più complesse e vaste, nel mondo visibile, della Bellezza stessa.

By |2019-10-18T10:50:12+00:00ottobre 17th, 2019|L'Ayahuasca secondo me|0 Comments

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