4 dicembre 2019   L’atto percettivo è eversivo

Buongiorno.

A gennaio terremo qui da noi un seminario che titola “Il Contatto Sottile”.
Dopo quasi quaranta anni di lavoro come terapista, vado a condividere quel che ho da dire, e fare, sull’argomento ‘percezione’.
Un aspetto, naturalmente, perchè avremo a disposizione un sabato e domenica: se tuttavia alcuni avranno intento nel proseguire, andremo avanti.
Vorrei lasciare qui una traccia, iniziando a sintonizzare il concetto di vibrazione.

La forma energetica maschile tende a sfocare caratteristiche della realtà vissuta che sono, per una donna, chiare.
La forma energetica femminile, di contro, tende ad espandere caratteristiche della realtà che sono, per un uomo, un aspetto dell’insieme.
La forma energetica nella quale ci si pone, nell’atto del percepire, determinerà quanto, del percepire stesso, entrerà nella consapevolezza.

Prendendo in considerazione con un poco di calma le affermazioni precedenti, le si sente in qualche modo adagiarsi dentro, anche se con qualche ruvidezza: in ogni momento ognuno ha una percezione distante dalla complessità di ciò che sta accadendo, e al contempo sovente diversa dalle percezioni altrui.
Il restante, quel che non percepiamo direttamente con i normali sensi, è il mondo in cui corrono proiezioni, specchiature, atti di potere personale, psicosi, visioni, meraviglia, incomprensioni, e spesso se ne viene travolti.
Un focus potrebbe essere riconoscere su quale lunghezza ci si ritrova: è importante conoscere bene il cavallo su cui si cammina; o forse si sta cercando di aderire ad una Forma Ideale; quest’ultimo, ad esempio, è l’errore dello Scudo: l’identificazione.
La percezione viene sfasata, perchè è sempre un confronto.

Prima ancora di esplorare altri strumenti bisogna guardare la postura di chi suona: il maschile, che appartenga a un uomo od a una donna, tende a usare la forza, e nel far questo abbassa il proprio orizzonte.
Da qui l’importanza del modo in cui avviene il Toccare, a qualunque livello lo si faccia, qualunque strumento si usi.

L’atto percettivo è eversivo, perchè è un contatto con l’Astratto.
Tuttavia, solo una parte ne arriva alla consapevolezza: il resto si perde intorno, e tinge l’aria.
Il corpo lo sente, la mente non lo vede.
Un’Intelligenza si manifesta, ovunque, e dialoga, ha un suo lessico.
Questo è il motivo per cui tocca evitare interpretazioni, schemi, dogmi, preconcetti, e anche la verità, perchè quest’ultima cambia, per quanto ne sappiamo: un’ulteriore interpretazione sostituirà una precedente, e così sarà per intuizioni, comprensioni, illuminazioni, abissi.
La gratitudine dovrebbe essere il terreno su cui fioriscono le azioni.

Credo sia necessario un terzo punto di vista, per vedersi nell’atto di guardare: è uno strumento di egual potere di molti altri che si trovano cammin facendo, ma è utile per guardarsi l’ego, sviluppare umorismo, correggersi.
L’atto del percepire è sfuggente, a volte vi si scivola dentro: ci si ritrova in un’altra dimensione della stessa realtà, ma ci si può anche ritrovare in un’altra dimensione interiore in cui si manifesta una realtà diversa dal quotidiano.
Questo movimento non viene percepito con i sensi cui siamo abituati: entrano in gioco altri occhi, altre orecchie, altri confini.

Nell’atto del percepire le sensazioni tattili e i suoni si confondono: la vibrazione inizia a farsi conoscere per quella che è, indipendentemente dalla forma che sta assumendo.
La vibrazione si esprime nel pieno e nel vuoto con modalità diverse; così accade per l’armonia e la disarmonia, il movimento e la stasi, l’acido e il basico.
Sono linguaggi diversi di uno stesso oratore.

Ma qualunque sia lo strumento, chi danza deve sapere cosa e come, e se riesce, con quanto a disposizione, a raggiungere la vibrazione.
Meditazione, ayahuasca, musica, yoga, non importa: ognuno sceglie il proprio sentiero, e se si entra in un altro è per sperimentare e seguire un filo, perchè la cosa più importante è che questo filo venga seguito, nutrito, coltivato: a fronte di quelli nuovi, si apprezzeranno ancor di più gli insegnamenti ricevuti.
Apparirà chiaro che cambiare come forma assicurativa del fatto di andare da qualche parte, non porta vita, perchè il vero viaggio non è all’esterno.

L’atto percettivo, dunque, abbraccia questo panorama, e tutto inizia dal Toccare.
Vorrei dare questo taglio al seminario che terrò in gennaio.
Anche le cose pratiche, gli esercizi, il suono dei tamburi, avranno come fulcro la vibrazione, l’aprire le antenne per percepirla.

Anche, per chi lo desiderasse, all’interno del Pow Wow di quest’inverno, che sarà dal 27 dicembre al 2 gennaio, e di cui daremo presto il volantino, fra le altre cose ci sarà un pomeriggio in cui faremo pratica, e un poco di parole, su questo argomento.
Sarà un pow wow di sette giorni, ma ognuno potrà decidere di venire e stare quanto desidera.

Stiamo ponendo pensieri su di una giornata dedicata al tamburo, cioè al ritmo, una alla purificazione, con sapo e temazcal per chi lo desiderasse, un’altra giornata dedicata all’euritmia, e vedremo che altro.
Rapè, tatoo, trattamenti vari saranno possibili nel corso delle giornate.
Il 31 dicembre sarà dedicato al riposo e alla preparazione del cenone, e naturalmente, nella notte del Capodanno, tireremo le Carte di Medicina, e quelle degli Animali.

L’intento che guida il modo in cui stiamo lavorando e sognando e facendo pulizia nella preparazione di questi giorni è Fare il Punto.

 

Che Bellezza sia sempre intorno.

Adriano.

By |2019-12-07T11:56:56+00:00dicembre 6th, 2019|Blog|0 Comments

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