6 dicembre 2019   Spazi sacri condivisi

Buongiorno.

 

Una notte di alcuni anni fa, sono stato svegliato da mia figlia che mi comunicava di non voler più andare a scuola.
Frequentava il quarto anno del classico, con più che buoni risultati.
Mi stava comunicando che era ad un bivio.

Tutti erano contrari al fatto che lei lasciasse, per i più svariati motivi, in comune lo sguardo al futuro: insegnanti, preside, mamma, amiche, medici, adducevano ottime e convincenti argomentazioni, al riguardo.

Ho guardato al presente, ad una figlia sull’ orlo di una crisi di nervi, e da questo presente si allungavano alcuni futuri, in uno dei quali lei, ascoltando i consigli, avrebbe terminato gli studi, appunto, sull’ orlo di una crisi di nervi: non mi piacque, perchè avrebbe allungato verso altri futuri dello stesso colore.
Mi stava comunicando che nei suoi anni avevamo fatto un percorso giunto ora davanti ad un crepaccio, e che lei doveva scegliere se sdraiarsi, vinta, o saltare, e che era venuta a dirmelo, insieme al fatto che ciò la stava esaurendo.

Ho scelto di stare dalla sua parte, dalla parte di colei che doveva saltare; ho scelto di supportare la parte che sapevo avrebbe provato ruvidezze, nella vita, che avrebbe dovuto, forse prima di altri, assumersi responsabilità di una certa importanza.
Ho scelto la vita, forse, o quel che io intendo come spinta vitale, che ha un profumo definito, una definita emozione collegata, ma: questo fa di me un buon padre?
Dovremmo definire ‘buon padre’, e certamente, in un cerchio, verrebbe fuori una bella discussione, su cosa sia un buon padre: ad esempio, fumarsi assieme la sua prima canna, e anche la seconda e la terza, se è per quello, è comportamento da buon padre?
Anche il portarla con me in foresta a ricevere sostanze psicotrope da uno sciamano sarebbe un argomento che solleverebbe pareri divergenti, e certo molte ombre.

Forse bisognerebbe ruotare il capo di qualche grado e guardare al di là delle regole.
Forse il buon padre non esiste: esistono azioni impeccabili o egoiche, e ognuno sceglie, in ogni momento.
Onorare le scelte altrui non perchè siano buone o meno, ma semplicemente per il fatto che sono scelte pone lo sguardo in una nuova prospettiva: si crea uno spazio sacro, che può essere riempito o lasciato come protezione.

Così le relazioni sarebbero costellate di spazi sacri condivisi.

Che Bellezza sia sempre intorno.

Adriano.

By |2019-12-21T16:40:33+00:00dicembre 21st, 2019|Blog|0 Comments

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