I quattro nemici del Guerriero – II° parte

Buongiorno.

Fra le avventure di oggi, Coyote incontrerà Donna Serpente.

Si racconta che Donna Serpente sia un essere terrificante: ha il corpo di serpente e la testa di donna, ma possiede due volti: uno dolcissimo e bellissimo, l’altro tremendo e spaventoso.

Vive nel profondo delle Acque, e ogni volta che ti affacci all’abisso, dalle profondità lei ti scorge e sale per divorare la tua anima: si racconta che a nulla vale fuggire, perchè lei ti rincorrerà, e l’unico modo per salvarsi è fermarsi, guardarla e lasciarla avvicinare.

Lei ti piomberà addosso, ma un istante prima di azzannarti, i suoi due volti saranno costretti a guardarsi, e in quel momento si riconoscerà e ti lascerà libero.

Donna Serpente vive nelle Acque che, nella Ruota di Medicina, sono a Sud: l’Inconscio, le Emozioni, ma anche la Fiducia e l’Innocenza, il Bimbo. A Sud nasciamo, nelle acque trascorriamo i primi nove mesi dell’esistenza fisica e di acqua, per la più parte, siamo fatti.

Buona lettura.

I QUATTRO NEMICI. Seconda parte.

Coyote si svegliò e cominciò il suo Cammino.

Camminando, si rese conto che il sogno che aveva fatto si stava sovrapponendo al suo Sogno e cominciò a capire la Paura.

Nel fondo di una pozza di Acqua incontrò Donna Serpente: ogni volta che Coyote si avvicinava per vedere il proprio riflesso, lei saliva velocissima; quando lui si ritraeva, lei tornava sul fondo.

Infine Coyote capì la Medicina della paura: trasformare il Compiacimento e la Commiserazione di Sè in Amore per Sè ed il proprio Sogno: Donna Serpente era ora costretta a permettere che egli si specchiasse per vedere il proprio spirito.

Coyote era orgoglioso di questa prima vittoria ed aveva le idee più chiare: cominciava a vedere modi diversi di procedere, imparava a prendersi cura di sè.

Ma la Chiarezza divenne tale che Coyote si mise in trappola da solo: un profondo e ramificato canyon lo attrasse, e qualcosa gli diceva che lì dentro avrebbe trovato il Secondo Avversario.

E lo trovò: il canyon risultò un labirinto, ed ogni diramazione o si rivelava cieca o un altro labirinto nel labirinto; più avanzava e più si sentiva affascinato ed intrigato, e più credeva di scorgervi un disegno e quindi di scoprirne la chiave.

In realtà si era perduto.

Coyote realizzò questo e si sedette; accettò questo fatto senza condizioni nè scusanti e intuì la Seconda Medicina: l’unica Chiarezza possibile deriva dalla Elaborazione delle proprie Esperienze, non dalla Mente o dall’Interpretazione.

Così Coyote aveva trovato la Medicina per i primi due Avversari, ed era molto fiero di sè: aveva girato molto, conosciuto luoghi, cose, persone, e raccontando di sè si era guadagnato un certo prestigio.

Si era però quasi dimenticato del proprio percorso, e si godeva i frutti delle fatiche fatte.

La gente lo ascoltava, gli chiedeva consigli, gli rendeva omaggio e indubbiamente aveva accumulato un certo potere, agli occhi altrui, ma anche ai propri: più questo potere cresceva, e la sua persona diventava importante, diversa e sacra, più Coyote era inchiodato alla propria immagine.

Ed il Terzo Avversario si rivelò: i limiti erano stati superati senza che egli avesse energia sufficiente ed atteggiamento impeccabile per sopportarlo.

Era diventato Persona di Potere, ma di un potere malato, nato dalla Delega.

Coyote vide questo, infine, ed anche questa volta trovò la Medicina: rendere onore alla Parte Sacra di sè all’interno del proprio Spazio Sacro.

Ancora una volta tornò solo, perchè tutti lo abbandonarono, ma aveva ritrovato il Cammino.

La solitudine gli fu compagna, amica e sostegno: sapeva di essere nel giusto.

Rimpianti e rimorsi, accuse e lusinghe, tutto sembrava lontano e sfocato: ricapitolò il suo percorso, tornando indietro nei ricordi fino a che giunse ad un sogno, che si annebbiava verso la fine come si stava annebbiando ora il ricordo di questa realtà.

Realtà e Sogno si intrecciarono, ed apparve di nuovo Iktomi.

“Coyote, disse Ragno, rendo onore al tuo cammino; ora hai di fronte l’Ultimo Avversario: la Vecchiaia”.

Improvvisamente Coyote si vide com’era: più vecchio e più debole di come si pensava, ormai alla fine di un percorso; ancora una volta si arrese e capì la Quarta Medicina.

Tornò indietro, ripercorse il cammino compiuto e alla fine si presentò alla Soglia da cui un giorno era partito.

Bussò e Procione sorrise: “Bentornato, Vecchio Coyote. Cosa porti con te?”

“Me stesso” rispose Coyote.

“E cosa farai, ora?” chiese con dolcezza il Guardiano.

“Ho un desiderio: condividere quel che ho vissuto con chi lo desideri e mettere a disposizione del Popolo tutto ciò che finora ho considerato mio”.

Procione lo fece entrare e gli Animali gli resero l’onore dovuto: Coyote seppe che non aveva mai sconfitto nessun avversario, e che invece erano stati i Quattro Nemici a sconfiggere parti di lui che ostacolavano il Cammino ed il raggiungimento del Sogno.

In pace e pieno di gratitudine si sedette e iniziò a raccontare…

Ecco, la favola è terminata, assieme al percorso di Coyote.

Questa volta non ha creato il mondo, non ha cercato di ingannare nessuno, perchè era il Viaggiatore.

Nella Ruota della Via del Guerriero, i Quattro Nemici siedono nelle direzioni ordinali, mentre in quelle cardinali siedono le Quattro Attitudini: l’attitudine dell’Armonia, quella dell’Onestà, quella all’Umiltà e infine l’attitudine dell’Umorismo.

Ma questo post è già abbastanza lungo, e parleremo un altro giorno delle Dieci Direzioni.

Grazie per la vostra pazienza.

Che Bellezza sia sempre intorno.

Adriano.

By |2022-02-25T17:26:25+00:00febbraio 25th, 2022|Favole attorno al fuoco|0 Comments

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