Persona di Medicina

Buongiorno.

Questa di oggi non è una favola, ma, diciamo, una pausa fra i racconti, una pausa di riflessione.

In questo periodo la parola ‘medicina’ è sulla bocca di molti, a volte a sproposito.

Uomini e donne di medicina moderni, abilitati a definirsi tali, parlano, e presentano il concetto di medicina come fosse qualcosa di definito, acquisito e scontato nella sua univocità, certamente assoluto ed escludente qualunque altra visione che non sia quella dominante.

Altri uomini e donne di medicina, autoabilitati, dicono la loro, contrapponendo ai primi un’altra verità, un’altra narrazione: riscuotono anch’essi consensi, perchè in un’epoca in cui la paura è stata coltivata e diffusa ad arte si ha bisogno di rassicurazioni.

Per quanto riguarda la concezione nativa, ‘Uomo di Medicina’ è un termine coniato dai bianchi, perchè nella cultura ancestrale è concetto che non ha senso.

Wicasa wakan, veniva definito il guaritore, lo sciamano, il veggente: wakan è il Mistero, mentre wicasa significa ‘uomo’; winyan significa donna, e quindi una donna che avesse scelto, nella propria vita, di percorrere il sentiero della conoscenza sarebbe stata definita winyan wakan.

Dunque, semmai, ‘Uomo del Mistero’, perchè, qualunque si fosse poi rivelato il dono – veggenza, medicina delle pietre, delle piante, guaritore o qualcuno capace di comunicare con lo spirito – la persona aveva scelto un percorso di ricerca, universalmente inteso come soprattutto interiore.

Cervo Zoppo fu clown, soldato, artista, poliziotto e allevatore di pecore, ma era un wicasa wakan, e oggi vorrei condividere quel che aveva da dire in merito.

Sono un Uomo-Medicina, un wicasa wakan.

Uomo di Medicina è una parola che hanno inventato i bianchi. Avrei desiderato che ci fosse un altro termine per descrivere cosa significa per noi ‘uomo della medicina’, ma non ne trovo un altro e tu nemmeno, per cui dobbiamo accontentarci di questo.

Un wicasa wakan deve trovarsi molto spesso da solo. Vuole stare lontano dalla massa, dalle piccolezze quotidiane. Ama meditare, appoggiarsi ad un albero o ad una roccia e sentire come si muove la terra sotto di lui e come grava, su di lui, il peso del vasto cielo fiammeggiante.

In questo modo impara a capire: chiude gli occhi e incomincia a vedere chiaramente.

Ciò che vedi con gli occhi chiusi, è questo che conta.

Il wicasa wakan ama il silenzio, si avvolge in esso come in una coperta: un silenzio che non tace, che, con la voce simile ad un tuono, gli insegna molto.

Un uomo simile ama essere in un luogo in cui può sentire solo il ronzìo degli insetti.

Siede, il volto rivolto ad ovest, chiede aiuto.

Parla con le Piante e queste gli rispondono; ascolta attentamente le voci degli Animali, e diventa uno di loro.

Da tutte le forme di vita affluisce qualcosa dentro di lui e anche lui emana qualcosa.

Io non so cosa e come, ma è così: l’ho vissuto.

Un uomo di medicina deve appartenere alla terra, deve saper leggere la natura come un uomo bianco sa leggere un libro”.

Ecco, questo ha detto Cervo Zoppo.

Quando dunque parliamo di Ruota di Medicina parliamo di qualcosa che ha a che fare con il Sacro, con il Mistero, e tuttavia nelle tradizioni ancestrali il concetto di mistero sottintende qualcosa che ancora non si conosce, non qualcosa che non si può conoscere, quindi, che si tratti di Piante, dell’Essere Umano, dell’energia dei Cristalli o delle Leggi Universali, dei Dieci Mondi del Mago o dei Quattro Mondi di Madre Terra, ogni cosa si rispecchia nella Ruota Base, la Star Maiden.

E’ la forma più semplice, quella che tutti conosciamo, e che si sovrappone alla Rosa dei Venti: le quattro Direzioni Cardinali, e cioè Est, Ovest, Sud, Nord, le quattro Ordinali, cioè Sudest, Sudovest, Nordovest e Nordest, cui si aggiungono Due Centri. Dieci in tutto.

Questa è la base della Ricerca, la piattaforma da cui guardare il mondo, il contenitore in cui ogni cosa, visibile ed invisibile, trova collocazione.

La favola di Nonno Sole e Nonna Terra, che vi ho passato qualche giorno fa, ne costituisce la Prima Pietra.

Ma, appunto, essendo qualcosa che ha a che fare con il wakan, per entrarvi in contatto serve il silenzio, il silenzio che “non tace, e con voce di tuono, insegna”.

Che Bellezza sia sempre intorno.

Adriano.

By |2022-02-25T17:34:28+00:00febbraio 25th, 2022|Favole attorno al fuoco|0 Comments

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